Con 762 voti passa D’Alema. E’ il nuovo capo dello stato

da Repubblica.it

Massimo D’Alema è il nuovo presidente della Repubblica. E’ la seconda volta di un ex comunista al Quirinale. Al primo spoglio, dopo giorni e giorni di trattative e tensioni tra maggioranza e opposizione, l’ex presidente del consiglio, già esponente del Pci – poi diventato Pds, Ds ed infine Pd – ha ottenuto 762 voti (superando il quorum di 505). In pratica tutti i consensi del Pd, dell’Udc, di Scelta Civica e parte del Pdl. Il Movimento 5 Stelle si è spaccato votando in parte Beppe Grillo e in parte Milena Gabanelli

Irrilevante il ruolo dei franchi tiratori, anche perché il centrodestra aveva già assicurato il voto a D’Alema nelle prime ore della giornata.

Dissenso alla luce del sole rispetto alle indicazioni delle “Quirinarie”, invece, di una parte del Movimento 5 Stelle che ha dichiarato di aver votato Beppe Grillo così come alcuni esponenti di Scelta Civica hanno scelto Romano Prodi. Hanno ottenuto voti anche Matteo Renzi e Stefano Rodotà. Solo due schede bianche.

Nonostante la contrarietà espressa palesemente da Grillo (che si era tirato indietro), il M5S si è dunque separato in maniera consistente (77 voti per Grillo, 21 per la Gabanelli, tre voti sono andati altrove), mentre la Lega ha sorprendentemente votato D’Alema. La prima votazione ha confermato la volontà di raggiungere una larga intesa per l’elezione del capo dello Stato.

Al momento del raggiungimento del quorum, dai banchi della Camera si è levato un lungo appaluso. Battimani anche da alcuni settori di Scelta Civica. Fredda, invece, la reazione del Movimento 5 Stelle, che per bocca di Roberta Lombardi si è spinta ad affermare che non riconosce D’Alema come presidente. “Sono molto soddisfatto è un giorno importante per il Paese, un’elezione significativa di un presidente della Repubblica che io credo sarà in grado di interpretare le istanze di tutto il Paese” ha commentato Pierluigi Bersani, segretario del Pd.

La prima telefonata al neopresidente è arrivata da Giorgio Napolitano. Poco dopo la proclamazione, D’Alema è uscito a piedi dalla sua abitazione romana, dove aveva atteso lo scrutinio. Poche parole e un saluto alla folla: “Sono emozionato”.

Il neoletto, dodicesimo nella storia della Repubblica italiana, presterà giuramento venerdì 19 alle ore 17. Napolitano si dimetterà il giorno stesso. Dopo l’insediamento D’Alema darà l’avvio alle consultazioni con i gruppi parlamentari per arrivare all’affidamento dell’incarico per la difficile formazione del nuovo governo entro martedì sera o mercoledì. Dopodiché, seguendo il calendario ipotizzato in maniera informale dal presidente del Consiglio uscente Mario Monti, il nuovo governo potrebbe presentarsi nelle prossime settimane al Senato per il voto di fiducia. Dopo la pausa di sabato e domenica per la campagna elettorale amministrativa, sapremo se il paese avrà finalmente trovato una nuova guida.

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