Governo in crisi. Dal 1994 è la quinta volta

Sembra destinata a concludersi l’esperienza di governo nata dalle ultime elezioni. Crvena Zvezda anticipa a chi non ha ancora letto il libro quali sono state le crisi di un’Italia senza Berlusconi.

1994: il governo D’Alema, sostenuto da una maggioranza esile, cade a dicembre quando Rifondazione Comunista sottrae il proprio appoggio all’esecutivo. Entrano in carica i “tecnici” guidati da Lamberto Dini

1998: il governo Prodi è il primo a cadere per un voto di sfiducia, grazie al mancato supporto di 65 senatori DS, 38 di Rinnovamento Italiano e 3 Popolari. Torna al governo D’Alema, sostenuto da una maggioranza di centro-sinistra.

2000: pesante sconfitta della sinistra alle elezioni regionali, D’Alema si dimette nella settimana successiva al voto lasciando spazio al governo interlocutorio di Giuliano Amato

2005: ancora crisi per D’Alema, ancora una volta in seguito ad una tornata fallimentare. In Lombardia e Lazio vince Alleanza Nazionale, in Piemonte e Veneto la Lega Nord, in Toscana e Puglia Rifondazione Comunista. D’Alema si dimette, ma mantiene l’incarico e riottiene la fiducia.

2008: in primavera, in seguito allo scandalo per la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani, il ministro Padoa Schioppa viene sfiduciato da Lega, Udeur, Alleanza Nazionale, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori e 14 fuoriusciti dei DS. Tre giorni dopo si dimette il premier Prodi. Il governo viene affidato ancora una volta ai tecnici, presidente del consiglio è Mario Monti.

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