9+1 novembre

ImmagineMi piacerebbe dire di aver voluto aspettare il giorno dopo per poter scrivere questo post. La realtà è che ieri mi sono completamente dimenticato che era il 9 novembre, la cosa mi è sovvenuta solamente più tardi, mentre ero fuori a cena.

Ventiquattro anni fa avevo poco più di due anni e non potevo sapere che era una mattina in cui il mondo si era svegliato con un muro in meno. Venticinque anni fa, invece, era mercoledì e si doveva rigiocare Stella Rossa-Milan. Avevo poco più di un anno e non potevo sapere che su quella partita (o meglio, su quella del giorno prima) avrei scritto un libro.

Nel pieno delle vacanze di agosto, io e Marco (nella foto), il mio editore, ci sentivamo qualcosa tipo cinque o sei volte al giorno. Io a Milano, lui a Tortona. Mancavano pochi giorni alla scadenza del mio contratto di lavoro, stavo preparando il trasferimento per la Svezia, ma tutto questo era nulla di fronte alle enormi difficoltà che comportavano l’uscita di un libro. E’ arrivata la recensione di Max Collini e abbiamo esultato, poi ci siamo accorti che il formato del libro era diverso da quello preventivato, solo che Giovanna, la ragazza che ha curato la copertina, aveva il computer in rianimazione e allora Giulia ci ha salvato in zona Cesarini. Si è perfino ribaltato il furgoncino del corriere che doveva portare le nostre copie, per fortuna il buon Marco si era recato in anticipo a Spinetta Marengo per recuperare i libri di persona. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se non l’avesse fatto.

Quando il libro è uscito, senza nemmeno fare troppa pubblicità, tutti già lo sapevano. Al lavoro la mia responsabile ha mandato una mail a metà azienda e c’era la fila di gente a chiedere il libro e non riesco ad immaginare un modo migliore di chiudere un’esperienza lavorativa. Poi è arrivata la presentazione ed è stata un’altra grande soddisfazione. C’è stata anche la presentazione bis, molto più informale, giusto la sera prima di partire. In tutto, abbiamo venduto più di un centinaio di copie, anche a persone che casualmente si sono imbattute su questo blog grazie alle recensioni comparse negli ultimi mesi o alle pagine di Wikipedia dove il libro viene citato.

Oltre all’Italia, questo blog ha ricevuto un numero pazzesco di visite anche da Francia, Regno Unito, Svezia e Danimarca. Qualcuno ci ha pescati anche in Serbia, la terra dove è ambientata parte del libro, probabilmente grazie ai motori di ricerca. Qualcuno ci ha letto anche dalla Finlandia, dalla Slovenia, da Singapore, Lussemburgo, India e Cipro. Grazie, Kiitos, Hvala, Merci.

Per chiudere quest’inutile paginata, che in fondo serviva anche a rianimare un po’ il blog, vi informo che ci sarà qualcosa sotto Natale. Di preciso non so ancora date e luoghi, ma sta di fatto che Crvena Zvezda non è finita la scorsa estate. Stay tuned!

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